Lavazza ora fa le compatibili per Nespresso, è lotta di capsule senza quartiere…

25 novembre 2017 7 commenti

Caffè Lavazza su una macchina Nespresso? Vedo doppio? No, Lavazza ora produce capsule compatibili anche per il sistema Nespresso.

A pensarci bene sembrerebbe un controsenso, a ripensarci meglio no. Lavazza si è messa a produrre anche lei le capsule compatibili Nespresso…Come se la BMW facesse ricambi compatibili per i modelli Mercedes…più o meno. Qualcuno potrebbe tirar fuori discorsi strani di orgoglio sotto il tappetino, di ammissione di supremazia sul proprio alter ego domestico A Modo Mio, in realtà tutte balle…”Business is business” e le macchine Nespresso stanno dappertutto, in tutte le case, in tutto il mondo. E Lavazza prima di fare sistemi, fa caffè, e deve venderlo. E dove meglio piazzarlo se non facendola sotto il naso al suo competitor principale sul monoporzionato domestico?

Capsule Lavazza compatibili Nespresso

Astuccio da 10 Capsule Caffè Lavazza compatibili Nespresso

Le capsule compatibili Nespresso la Lavazza le ha già tirate fuori…quasi in sordina..senza troppi clamori e senza boati, sono già sul sito ufficiale ma già le troviamo in anteprima sui soliti e-commerce di capsule che spesso anticipano nelle novità anche i siti degli stessi produttori…La scelta tecnica era ovvia, capsule autoconservanti per ridurre gli ingombri al minimo e soddisfare le esigenze di tutti i canali distributivi, nonchè soddisfare le tasche, visto anche il gran risparmio in termini di volumi logistici.

La mossa è senz’altro astuta in quanto nel passato (e tuttora) è proprio Lavazza l’azienda più bersagliata dai vari cloni compatibili per i suoi sistemi di capsule, ed ora si troverebbe per la prima volta a fare ciò che gli altri hanno fatto a lei nel corso degli ultimi 20 anni…Ovvero vendere spassionatamente i consumabili per un sistema senza averci speso il becco di un quattrino per produrlo, promuoverlo, garantirgli una capillare e decente assistenza postvendita, ecc…Una vera goduria parassitoindustriale ormai sdoganatissima da tutti i tribunali.

Rimane solo da convincere il consumatore a comprare le compatibili Lavazza a una bella fetta di euro in meno (circa 5 euro ad astuccio da 10 in media, ovvero 50 cent a capsula) delle rivalissime Nespresso originali, per le quali tra l’altro, da quando Mr Clooney ha lasciato il posto a non precisati testimonial, l’effetto incisivo della lama del marketing sembrerebbe aver bisogno di un arrotino (o dell’ombrellaio..?!?).

Certo poi la lotta non finisce lì, ci sono migliaia di altre aziende che producono capsule compatibili Nespresso a reclamare una fetta della torta, ma ovviamente Lavazza è pur sempre Lavazza…Grande, grossa e muscolosa, sempre a bordo di un carrarmato di euro per le sue campagne pubblicitarie. Prepariamoci quindi ad una lunga invernata di teatrini con nuvole paradisi e santi, d’improvviso sugli schermi delle nostre tv, pc e smartphone, a colazione, pranzo e cena, reclamando per le neonate capsule Lavazza compatibili Nespresso un posto nel vostro portacapsule vicino alla macchina.

Aprire un negozio su strada di cialde e capsule di caffè, diverse cose da valutare.

17 dicembre 2016 7 commenti

Hai in mente di aprire di un negozio di cialde e capsule di caffè? In questo articolo troverai considerazioni personali per mettere in pratica (o per dissuadere) la tua voglia di immergerti nel fantastico mondo del caffè porzionato come operatore del settore.

Attenzione: questo post non è una guida, non sono consigli operativi, ma sono personali opinioni basate su altrettante personali riflessioni che, giuste o sbagliate che siano, rimangono nella sfera prettamente personale e non fungono da incentivo tantomeno da sprone per chiunque, nell’investire o meno in questo settore. Esorto pertanto chiunque legga questo articolo a fare e a continuare a fare di testa propria senza lasciarsi influenzare da ciò che pensa il sottoscritto riguardo i negozi di caffè porzionato e tutto ciò che gli ruota intorno.

Spuntano come funghi, lestissimi e leggerissimi nell’allestimento, per la maggior parte grazie ad arredamenti “rustici” , alcuni decisamente troppo, che ben si accostano alla materia prima in vendita, il caffè. Sono i negozi di cialde e capsule, ormai diventati il nuovo punto di partenza di tanti piccoli imprenditori o di ripartenza di altrettanti piccoli commercianti.

Ma perchè sono in via di apertura tutti questi punti vendita di caffè in cialde e capsule su strada? La risposta è ovvia, il mercato tira. Il caffè porzionato ha quasi sostituito nelle abitudini degli italiani la cara e vecchia moka abbinata alla classica tavoletta sottovuoto da 250 gr. acquistata a prezzo ragionevole al supermercato. I motivi non sto di certo a ripeterli per l’ennesima volta, li trovate in tanti altri articoli del blog, e poi sono anch’io una sorta di drogato delle capsule…sono comode, il risultato è garantito e costante e la scelta è già abbastanza ampia…cosa volere di più?
Ma torniamo al punto e facciamo qualche considerazione e poniamoci qualche domanda su questa nuova veste di commercio specializzato che va via via diffondendosi tra le strade delle nostre città: i negozi specializzati in cialde e capsule di caffè.negozio cialde capsule caffe
Molti di voi, in procinto di una probabile apertura, avranno già accumulato informazioni e si saranno fatti un’idea, se non un business plan almeno due conti della serva… bene! Chiariamo allora che l’articolo è maggiormente dedicato a tutti gli altri, ovvero a quelli a cui sta embrionalmente cominciando a stuzzicare l’idea di immergersi nel settore delle cialde e delle capsule da operatori commerciali, a quelli che vorrebbero chiedere, vorrebbero qualche informazione in più, ma sono ancora nella fase pigro-remissiva…quella fase in cui la curiosità non va oltre il tempo perso per qualche mail sondaggistica e qualche ricerca su internet o degli immancabili pareri (spesso deleteri) di parenti e amici. E ribadiamo inoltre che questo post non è una guida e non deve essere interpretata come tale, bensì è un post di riflessioni personali. Mettiamola così: in veste Marzulliana, io mi farei queste domande e mi darei queste risposte:

– Quanto deve essere grande il negozio?
Più che quanto deve essere grande rivolterei la domanda in “quanto non deve essere piccolo?”. Ricordiamoci che il caffè in capsule o cialde che siano è merce ingombrante, svariate volte in più del normale caffè in grani o del macinato a cui abbiamo abituato l’occhio. In un negozio deve per forza di cose essere allestita un’area magazzino adeguata dove stoccare i prodotti da rivendere e, più le referenze sono tante, più l’area magazzino deve essere adeguata. Questo anche per fluidificare la gestione quotidiana dell’attività evitando continui riordini ai fornitori. Ricordate poi che il negozio acquista più senso se la merce è piu o meno sempre disponibile, per acquisti programmati si può essere soggetti a subire la concorrenza da altri canali di vendita. Diciamo comunque che la media dell’area vendita dei negozi che ho visto finora è circa 35-40 mq a cui secondo me vanno aggiunti almeno sempre almeno la metà dei metri citati con sola funzione di magazzino.

– Di cosa ho bisogno per aprire un negozio di cialde e capsule?
Principalmente direi che un buon business plan o piano d’impresa per farla più semplice, è sicuramente il miglior punto di partenza. Studiare la zona, il bacino d’utenza, gli operatori già attivi (e con questo non solo la concorrenza del commercio su strada ma anche le aziende di gestione OCS del luogo, che per via dell’apertura dei negozi e il moltiplicarsi della concorrenza su tutti i fronti hanno ovviamente il dente avvelenato), può essere sicuramente un modo per rendersi conto del potenziale sottomano.
Il resto lo dividerei tra burocrazia (licenze amministrative per il commercio alimentare variabili da comune a comune, insegne, ecc..), e puro entusiasmo imprenditoriale (reperimento del negozio, arredamento dello stesso, contatti con i fornitori, acquisto di un software gestionale, reperimento di un commercialista degno di tal nome, ecc..)
– Quanto è il ricarico sul caffè in cialde e capsule?
La domanda da quizzone…Dipende, dipende dal produttore, dal prodotto, dal sistema, da un sacco di cose, non ultima la capacità o l’incapacità del negoziante (e qui, vedendo certe assurdità in giro, scommetto cascano in tanti) di saper valorizzare il suo lavoro. Sulle capsule di caffè avrete sentito in giro la citazione “i consumatori lo pagano fino anche 70 euro al kg, invece degli 8-9 euro al kg del macinato in grande distribuzione”. Niente di più vero, ma solo se parliamo delle originali Nespresso.. Per le capsule compatibili, di qualunque sistema, se ci allontaniamo dalle capsule originali, Nespresso compreso, il discorso è totalmente diverso essendo ottima parte del loro appeal sul mercato anche la componente “risparmiosa” del prezzo. E per risparmio, in un mercato dove la concorrenza viene da ogni dove (GDO, internet, OCS, operatori della domenica per i quali l’Iva è un oggetto misterioso, ecc..), la parola risparmio significa margini spesso ridotti ben oltre il lumicino.

– Che tipo di stagionalità segue il mercato e delle capsule e delle cialde di caffè e affini?
Bevande calde: se volessimo dare una stagionalità al caffè porzionato potremmo indicare una crescita importante della propensione al consumo a partire dall’inizio dell’autunno, per trovare il picco durante le festività natalizie e i due mesi successivi, per proseguire poi con un progressivo calo lieve e costante che si accentua nei mesi di giugno-luglio-agosto, ma queste curve credo siano anche influenzate dal fatto che il vostro negozio di caffè sia posizionato a Cortina piuttosto che a Catania…

– Volendo aprire un punto vendita di cialde e capsule di caffè è consigliabile l’affiliazione in franchising o è preferibile rimanere autonomi?
Nessuno può darvi la formula magica, il mercato per quanto in fermento e per quanto possa essere progressivamente sempre più ricco di nuovi protagonisti, è un mercato in cui la voce grossa viene fatta comunque dai soliti marchi noti. Se avete possibilità di accedere a determinate marche (Lavazza, Kimbo, Borbone, ecc..) avrete in mano già il grosso del vostro futuro fatturato e di fornitori all’ingrosso multimarca ne trovate svariati, internet è una via imprescindibile. Sostanzialmente affiliandovi ad un franchising non farete altro che limitare il vostro raggio di azione in base al contratto stipulato con il franchisor. Per farvi dare cosa in cambio? Nulla.
Capisco il valore aggiunto del franchising di McDonald o Calzedonia, non capisco il valore aggiunto del franchising di SuperCiccioCialdosissimo, che ha aperto da 1, 2, 3, 4 o 5 anni e che conta sul mercato come il due di coppe e magari vi chiede anche 20 o 30 mila euro per darvi in cambio la copia di un software da 200 euro, merce per 3.000 e al massimo 2.000 euro di pannelli e scrivanie di truciolato con un marchio insulso sopra (sappiate che per alcuni il business è solo quello) oltre a obbligarvi magari a rifornirvi da lui con prezzi che ovviamente incluso il loro ricarico erodono sensibilmente ciò che dovrebbe essere il vostro guadagno. A buon intenditor…

– Per acquistare i prodotti a chi mi devo rivolgere? Contatto i produttori direttamente?
Contattare i produttori è senz’altro un’ottima iniziativa almeno per farvi un’idea di come funziona il commercio delle cialde e delle capsule di caffè, capirne i volumi, comprenderne i meccanismi. Molto difficilmente però i grandi vi daranno ascolto, molto più probabilmente, per le marche che saranno poi le principali sarà quasi obbligatorio rivolgersi ad un operatore di caffè all’ingrosso multimarca in quanto sarà praticamente impossibile che con un negozio di commercio al dettaglio su strada sviluppiate i volumi minimi per accedere a forniture dirette con i produttori più grandi. Ripeto, non è nemmeno una questione di soldi, il caffè è voluminoso, bisogna avere anche spazio oltre il capitale… I fornitori multimarca sono gli unici che possono garantire rifornimenti anche per quantità minime, quindi senza impegno di spazi, capitale e successivo rischio di mancato smaltimento di prodotti che ricordo hanno sempre una data di scadenza (“da consumarsi preferibilmente entro il……”) e vanno venduti, non bevuti.

– Quali capsule o cialde si vendono per la maggiore? Quali sono le più diffuse?
Nespresso, A Modo Mio, Cialde in cartafiltro (solo quelle Ese da 44mm, le altre potete lasciar stare, le bidose non le usa nessuno in Italia e le 38 mm vanno su macchine ormai fuori produzione), Dolce Gusto, Espresso Point, Uno System e via gli altri come, Espresso Cap, Caffitaly, ecc… Diciamo che delle prime 6 non potete fare a meno, pena presentarsi ai nastri di partenza con i lacci delle scarpe legati tra loro. Per gli altri c’è tempo ma non chiudete le porte.

– Oltre il caffè sono parecchio vendute anche le bevande solubili e gli aromatizzati?
Il caffè fa sempre la parte del leone, per le bevande si vendono bene le classicissime perchè introdotte sin da tempi lontani come Orzo e Ginseng, meno i vari thè o altre bevande solubili. Non aspettatevi comunque grandissime richieste, andate sempre cauti con i volumi di acquisto e introducete una referenza nuova per volta. Il rapporto di vendita tra caffè e bevande varia considerevolmente anche in base al sistema. Per sistemi come Dolce Gusto ad esempio, è praticamente normale vendere più bevande che caffè, per altri sistemi invece la vendita delle bevande si riduce a pochissimi punti percentuali se non frazioni. Sarà l’esperienza a consigliarvi.

– Avrei intenzione di dare anche macchine in comodato d’uso ai miei clienti del negozio, è un’ idea valida?
Può essere un’idea valida a patto che ci sia una altrettanta organizzazione valida alle spalle. Dare macchine in comodato da molti è considerato come un servizio che può essere la chiave di volta per acquisire/fidelizzare il cliente. Questo in parte può essere vero, bisogna ricordarsi però che quella che in gergo tecnico si chiama “gestione”, è l’attività con cui è nato il mercato delle cialde e delle capsule e tale attività non consiste nel semplice “dare la macchina” al cliente, bensì nel fornirgli un servizio che comprende la manutenzione ordinaria e straordinaria della macchina. Ciò che mi preme sottolineare è che le macchine, quelle buone e quelle non buone, quelle cinesi, quelle italiane, quelle cispadane e quelle beduine, quelle a cialde, a capsule, tonde o quadrate che siano…si rompono, inevitabilmente e inesorabilmente, prima o poi, TUTTE. E se pensate che questo non abbia un costo sarete inorriditi dallo scoprire quanto costa ripararle, quanto costano i pezzi, e soprattutto quanto una macchina di vostra proprietà, in mano ad un cliente, si rompa ben più del triplo delle volte di quando giaceva beata nella vostra cucina, accudita e coccolata dal proprietario sempre attento ai cicli di decalcificazione, allo spurgo dopo il caffè, alla bustina di addolcitore, ecc… Se decidete di fare comodato organizzatevi con un laboratorio attrezzato o prendete accordi per ricondizionamenti a forfait per tipologia di macchina con un tecnico serio, oppure rischierete solo di perdere tempo, soldi, e probabilmente anche il cliente…

– Altre considerazioni?
1. Dosare bene gli acquisti, il caffè porzionato è un prodotto con una data di “consumo preferibile”, che normalmente varia da un anno dalla data di produzione fino anche due anni. Spesso però i consumatori ritengono, non solo per il caffè, che una data prossima inferiore ai 4/5 mesi sia già sintomo di un prodotto non ottimale (cosa tra l’altro infondatissima visto che ormai la maggior parte dei porzionati sono sotto azoto, o con capsula a barriera, ma vaglielo a spiegare..)…quindi, attenzione agli eccessi in acquisto, che poi a bersi 30 caffè al giorno per non buttarlo potrebbe venire il mal di stomaco!
2. Attenzione anche ai prodotti accessori al caffè in funzione della stagionalità. Come ben sapranno i già navigati commercianti di beni alimentari, i prodotti di cioccolato quando comincia a far caldo si squagliano, certi biscotti, wafer, ecc.. perdono la loro fragranza. Calibrare gli acquisti in funzione anche della stagionalità è fondamentale.
3. Evitare gli esperimenti di compatibilità: le macchine sono tantissime in giro, spesso su uno stesso modello in possesso di un cliente sono montati sistemi per impedire l’utilizzo di altre capsule al di fuori del gestore che ha fornito la macchina, sono i cosiddetti “sistemi chiusi” (vedi articolo qui). Mai lasciare che il cliente sotto vostra indicazione provi se una capsula “ci va..”. Potreste vedervelo tornare con la macchina sgocciolante in mano, la capsula incastrata dentro, sbraitando che gliela avete fatta rompere e ora la deve riparare/ripagare/ricomprare. In linea di massima chiedete sempre marca e modello e fate sempre portare dal cliente in visione la capsula che attualmente usa.
4. Offrire il caffè ai clienti è un buon modo per far provare i vostri prodotti, attenzione solo in caso rivediate la stessa faccia tutte le mattine, magari con una brioche in mano… 😀

Per altre domande o considerazioni che avrò ovviamente tralasciato scrivete pure nei commenti, magari le inseriamo mano mano e rendiamo questo post un piccolo aiuto a districarsi meglio per chi continuasse a coltivare l’ idea di aprire un negozio di cialde e capsule di caffè.

 

Capsule Kimbo compatibili Nespresso, a quando l’uscita?

27 aprile 2016 2 commenti

Le capsule Kimbo compatibili con macchine Nespresso, un prodotto che sembra non arrivare mai, forse è in dirittura…

Per gli accaniti del del caffè napoletano una macchina Nespresso potrebbe sembrare una stravaganza dettata dalla moda, dal conformismo, ebbene…lo è!! In realtà però ormai con una macchina Nespresso statisticamente ci si imbatte in più occasioni rispetto a qualunque altra..dal parrucchiere, a casa dell’amico, del parente, persino sparpagliate nelle stanze dei bed&breakfast di mezza Italia…Avere a che fare con le Nespresso però non vuol dire per forza doversi sorbire il caffè della dozzinale Nestlè (proprietaria di Nespresso), fortunatamente in giro si assiste al miracolo (non sempre) delle capsule compatibili: caffè italiano, prezzo adeguato, risultato assicurato. Tra le tantissime proposte valide in giro però, ormai non più una novità da diversi anni, nello scacchiere dell’offerta antagonista alle capsule originali Nespresso una casella è sempre rimasta inspiegabilmente vuota….la casella di Caffè Kimbo. Ebbene si, proprio la ex Cafè Do Brasil, oggi Kimbo S.p.a., una delle realtà italiane più grandi e conosciute al mondo, è rimasta in disparte, non mi so spiegare se volutamente o meno, dal grande banchetto delle capsule compatibili con il sistema Nespresso.
Immancabilmente, trimestre dopo trimestre, a seguito dell’avanzata generale delle truppe del caffè napoletano guidate da Borbone, Lollo, ecc… una domanda perplessa sono sicuro che anticipava o seguiva ogni acquisto dei tanti estimatori del caffè napoletano: “maaa…le Kimbo compatibili Nespresso?”. E questo è quello che mi sono sempre chiesto anche io, che di Kimbo ne bevo: “Maaaa…Kimbo quando farà mai queste benedette capsule compatibili Nespresso?”.capsule kimbo compatibili nespresso
Ebbene Sioooriessiooore….TADAAAAANNNN, preparatevi perchè ci sono fondatissimi sospetti che dopo anni dimezzi annunci, rimandi e posticipi, forse qualcosina si muove davvero..L’altro giorno girovagando per il web ho scoperto un link quasi nascosto in cui sembra si anticipi la prossima uscita delle capsule Kimbo per macchine Nespresso, per la gioia di tutti voi possessori. L’entrata di Kimbo nel sistema Clooneyano, determinerà secondo me un piccolo terremoto, perchè? Semplice…Kimbo è una grande azienda, ha mezzi, tecnologie e risorse oltre che prodotti eccellenti. Nello scenario degli altri sistemi a capsule ha fronteggiato altri colossi senza timore e non avrà nessuna remora nel farlo anche nel segmento delle capsule compatibili Nespresso. Cosa fondamentale sarà il posizionamento del prezzo, allo stato attuale la guerra al ribasso è già in fase avanzatissima fortunatamente per noi consumatori, ma quando entra in campo un grande player, sappiamo bene che le carte si rimescolano molto rapidamente…Che strategia utilizzerà Kimbo per entrare sul mercato? Andrà subito in grande distribuzione?  Nei negozi specializzati? Online? Staremo a vedere, per ora non posso che non essere anche io molto curioso di provarle prima o poi!

Dolce Gusto, originali e compatibili, la capsula della discordia…

25 aprile 2016 Lascia un commento

Le capsule compatibili Dolce Gusto, sistema appassionante o detestabile? Dipende!

C’è chi lo ama e chi lo detesta, il sistema a capsule Nescafè Dolce Gusto divide molti appassionati consumatori di caffè in capsule, in breve direi che si potrebbero identificare già due differenti tipologie di clientela Dolce Gusto:

Siete amanti dell’espresso all’italiana? Si? Allora andate al Bar! O per lo meno scegliete un altro genere di sistema a capsula o cialda..
Siete innamorati di tutto ciò che è burroso-vaporoso-schiumoso-voluminoso? Allora accomodatevi.

Ma come..il sistema Dolce Gusto non fa anche il caffè? Si, ma non come lo intendete voi che lo prendete al bar.
Il sistema Dolce Gusto fa i Cappuccini, i Mokaccini, i Cioccoccini, i Vaniglioccini, gli Squikkoccini, i Pincopalloccini? Si, li fa, sempre ed ovviamente a partire da prodotti solubili per le capsule originali, quindi poi alla fine ciò che conta in questo tipo di bevande è la qualità del preparato che c’è nella capsula, ovvio.

Sostanzialmente il sistema Dolce Gusto, a marchio Nescafè, a sua volta marchio di proprietà Nestlè (tanto più o meno sempre li si va a finire… 😉 ..) è la scelta rassicurante, dolce e nuvolosa, di chi ama il lattelattelatte e lo schiumabaffo da leccarsi sotto il naso dopo aver affondato la bocca nel bicchiere. Superamato dai bambini sicuramente, ma anche da tanti adulti grazie ad una gamma di bevande infinita che ad ogni modo potrebbe essere scomposta in 6 o 7 solubili di base ricombinati in mille modi con la destrezza di un giocoliere.

La capsula? Tecnicamente complicata..che tradotto in termini semplici vuol dire costosa, con tutto l’armamentario interno che comprende doppie saldature, film accoppiati in plastica-alluminio, rondelle in plastica per l’emulsione…troppa roba per essere economica, ma soprattutto completamente fuori gioco per un caffè espresso all’italiana. Il caffè che esce da una Nescafè Dolce Gusto è una bevanda emulsionata, sicuramente piacevole se si preferisce un caffè leggero e ricco d’aria, poi ovviamente la qualità di ciò che è messo in capsula è determinante per il gusto al di là delle considerazioni tecniche su come la capsula estrae il prodotto.

Ora veniamo alle capsule compatibili…ci sono, le vendono, ancora non hanno la visibilità di altri sistemi ma aumentano la presenza costantemente tra web e negozi su strada. A lanciarle prepotentemente è stata Gimoka lo scorso anno, 4 miscele di caffè e linea di bevande parallele per tipologia alle originali. Immesse sul mercato a singhiozzo per via di altri settordicimila problemi brevettuali che hanno coinvolto la società produttrice della capsula utilizzata dalla Gimoka, ne hanno determinato la non costante reperibilità (ovviamente alla Nestlè non avrà fatto piacere non avere più l’esclusiva sui consumabili per le proprie macchine Dolce Gusto..).

La situazione adesso sembra essersi appianata, come sulla falsa riga della fratella Nespressa, che dopo iniziali alzate di barricate brevettuali, a forza di sonore pizze in testa in tribunale ha deciso di smettere di foraggiare avvocati e spostare ancora più budget sul marketing… Ora le compatibili Nescafè Dolce Gusto si trovano e cominciano ad esser diffuse grazie anche al bassissimo costo delle macchine. Più o meno i protagonisti sono sempre i soliti nomi più importanti dell’online, con le loro miscele, riviste o meno, per essere consone al tipo di macchina e di palati.

capsula compatibile Dolce Gusto a righe

Capsula compatibile con tutte le macchine Nescafè Dolce Gusto

Capsula compatibile Dolce Gusto a coste

Capsula compatibile Dolce Gusto non compatibile con tutte le macchine Nescafè

Subito una precisazione tecnica sulle capsule, in giro ne troverete sostanzialmente due tipi, una ha sul corpo una serie righine verticali, l’altra invece alterna dei costoni e delle parti lisce. Attenzione a scegliere bene in quanto la seconda oltre ad avere un’emulsione di minor qualità, non è compatibile con tutte le macchine, verificate sempre.

La qualità del caffè in una capsula compatibile Dolce Gusto è fondamentale come in qualsiasi altri sistema, in fondo, passato l’effetto “anestetico” dei 46 cm di schiuma che bisogna ingurgitare prima di giungere al liquido, se il caffè non è buono lo si sente come con ogni altra macchinetta.. Ciò che invece è più difficile trovare di buono in giro sono i prodotti alternativi al caffè. E qui tra gli uni e gli altri bisogna dire che la media non è accia per ora, con delle punte miserabilmente basse e al contrario, degli ottimi prodotti. Ovviamente la scelta è più classica per tutti i produttori, rispetto alle capsule originali, pertanto di esotico al massimo troveremo il “Cortado“, il resto si va sul tradizionale: Cappuccini, Ginseng, Orzo, e i vari Tè Limone. Cosa molto interessante invece, il comparire di capsule contenenti prodotti in foglia, cosa che su Dolce Gusto suona come novità assoluta. Prodotti quelli in foglia come il tè o le varie tisane, in grado di preparare bevande alternative, senza zucchero, salutari, per chi ogni tanto si dovesse stancare del frappocioccospumoccino. Senz’altro una novità, già presente su altri sistemi che coinvolgerà maggiormente anche il pubblico femminile.

Parliamo poi di prezzi, qui a differenza di altri sistemi la forbice di prezzo tra le varie capsule compatibili DolceGusto è meno importante, proprio perchè come accennato in precedenza, ad assorbire in maniera prepotente i costi di fabbricazione e confezionamento sono proprio le capsule, già estremamente costose di loro. Ovvio che in una situazione del genere, dal punto di vista del prezzo la variabile del caffè o del solubile all’interno è meno importante. Altro fattore è ancora la relativa scarsa concorrenza.

Confrontando invece i prezzi con le capsule originali dobbiamo invece rilevare che la distanza tra le capsule compatibili Dolce Gusto e le originali è sempre comunque elevata, come in tutti gli altri sistemi, le compatibili si posizionano mediamente su fasce di prezzo largamente più accessibili e, considerando la qualità, le rendono ampiamente più appetibili dal popolato parco clienti di affamate macchine Nescafè Dolce Gusto…

Caffè Kimbo si veste di Blue…anzi di Lavazza Blue, con le sue nuovissime capsule compatibili.

17 novembre 2015 5 commenti

Caffè Kimbo lancia Le nuove capsule compatibili sistema Lavazza Blue e va all’assalto dei minidistributori e macchinette, sarà scontro all’ultima capsula tra i due titani?

capsule Kimbo compatibili Lavazza Blue

Fonte Immagine: centocaffe.com

Me ne sono accorto per errore..Ero in procinto di prendere le mie solite Kimbo Espresso quando il primo link che ho cliccato mi ha portato ad una capsula dichiaratamente aliena…”Noooo…Kimbo ha fatto le compatibili Blue!” . Quando mi son visto davanti la capsula Napoli mi son chiesto come avessi fatto a perdermi questa chicca, sicchè mi son fiondato subito sul sito Kimbo a cercarne le tracce ma niente..Le ha solo un rivenditore per ora, (potete seguire questo link per trovarle) ma sicuramente ne vedremo tante in giro a breve, credo io. Perchè? Per dei semplici motivi credo che un prodotto del genere possa riscuotere molto successo: in primis i prodotti Kimbo sono da sempre una spanna sopra la media dei prodotti classici industriali, Kimbo è forse una delle poche realtà dove il termine “industriale” non significa “dozzinale” bensì tuttaltro…In secondo luogo il sistema Lavazza Blue ha veramente molta poca concorrenza a livello di capsule compatibili e i distributori, ora ampliati con delle macchine di grande tecnica e dimensioni contenute sono piazzati in tipologie di locali con una tipologia di clienti una volta abbastanza difficile da soddisfare ovvero chi ha bisogno di consumi intermedi (per i grandi consumi si va direttamente sui grandi distributori che funzionano col caffè in grani), non a caso ne ha una in bella mostra la pizzeria sotto casa mia: una macchina versatile, automatica e semplice da usare oltre che bella, ideale per i luoghi di lavoro.

macchina sistema a cialde Lavazza Blue

Macchina sistema Lavazza Blue

Terzo e non meno importante, il prezzo: le capsule Kimbo compatibili Lavazza Blue a quanto vedo sono già posizionate ad un costo leggermente inferiore alle originali Lavazza, circa un centesimo o poco più in meno a capsula, fattore questo sicuramente non determinante in quanto entrambe le marche hanno una propria identità di gusto ben definita, ma che può contribuire e stimolare un cambio prodotto sulle proprie macchine (oppure un ampliamento della scelta a disposizione per la clientela, pensiamo ai punti di ristoro ad esempio..) . Infine dico io, la tendenza ultima che vuole la gran cavalcata dei caffè napoletani nel settore delle capsule, dove Kimbo è sempre stata una delle voci grosse sul mercato e mantiene saldissima la sua posizione di primaria importanza, oltre che commerciale direi anche storica. Le capsule a disposizione della nuova linea di compatibili Blue proposte da Kimbo sono le miscele che in un qualche modo hanno fatto innamorare almeno mezza Italia del suo caffè e non hanno bisogno di grandi presentazioni… Napoli, 100% Arabica ed un Decaffeinato che se mantiene le promesse come già fatto per gli altri sistemi darà ancora una volta quel valore aggiunto in più al paniere di proposte Kimbo. Capsula da 8 grammi autoprotetta come da standard Lavazza Blue e cartone da 100 pezzi. Ovviamente le ho ordinate e sono già sulla via, le proverò sulla macchina della pizzeria, conoscendo bene il proprietario sono curioso di vedere anche la sua reazione a questa bella novità, vi tengo aggiornati!

Settobre, tempo di provviste di caffè in cialde per l’inverno.

24 settembre 2015 7 commenti
Come tutti i Settembre/Ottobre degli ultimi anni, tempo di scorte di caffè in cialda e capsula.

Dopo un’estate passata a fare l’elastico nei fine settimana tra mare-città-campagna, si riparte con la solita malavoglia “settobrina” verso un lungo ed estenuante inverno dove, per fortuna però, a consolarci nelle fredde e uggiose ci sono i nostri immancabili shottini di caffè espresso, caldo, ricco e rincuorante…Levateci pure le capsule no..?

Da buon caffeinomane mi appresto come tutti gli anni ad aprire la stagione con la scorta di capsule e cialde, un po’ come gli scoiattoli con le ghiande e udite udite.. da quest’anno la mia RDL compatibile point ha una nuova compagna di giochi! Dopo una estenuante trattativa con un collegaccio ho aggiunto alla mia collezione una Didiesse Frog a cialde Ese, le classiche in cartafiltro. Mi è costato il depennamento di una serie di favori accumulati col tempo, ma quando ho sentito ‘sto qua che strombazzava in giro il suo ultimo acquisto, una Nespresso non-so-che-modello a discapito della Frog a cialde, non ho potuto resistere dal propormi come acquirente per una macchina che non merita tale proprietario!!Macchina a cialde Ese Didiesse Frog

Ovviamente non vi dico in quali condizioni l’ho trovata…addirittura una cialda incollata sulla doccetta, ovviamente quasi completamente ostruita, chissà che robaccia avrà digerito quella disgraziata macchina.. Povera crista, non aveva mai visto un ciclo di decalcificazione in vita sua.. Poi si lamentano del caffè.. vatti a comprare la Cess-presso va…

Il tempo necessario per rimetterla in ordine ed è tornata come nuova, una signora macchina. Unica pecca il colore, verde osceno, e se vogliamo il design anche non è proprio elegantissimo, sembra vagamente un muppet..ma appena trovo una scocca di ricambio gli rinnovo il vestito.Cialda Borbone Oro

Il perchè di questa mossa: in un bed&breakfast in Puglia a luglio sono rimasto sconcertato ed affascinato da un caffè di metà-pomeriggio inoltrato… Dolce, profumato, crema bronzea e compatta ed elastica…eccezionale. Indago nel retrobottega senza chiedere permesso all’oste e intravedo una macchina a due gruppi a cialde di carta (Tecnosystem forse).. con di fianco una bustina ese di alluminio colore dorato dalla grafica ben nota..e di fianco lo scatolone Blu a confermare il tutto: Caffè Borbone, miscela Oro, la bustina gialla per intenderci!

Sarà stato il clima di vacanza, l’aria di relax, il sole tiepido e l’ombra dell’ulivo sotto cui ho gustato quella perla di caffè a completare il mio idillio personale…ma tant’è che ormai mi sono convinto che la mia Frog mi darà delle belle soddisfazioni quest’inverno.
Ah..un’altra considerazione sempre gradita, le cialde di carta costano anche qualcosina in meno delle capsule, il che non fa mai male.

Tornando al discorso delle scorte per i letargici mesi che verranno e a come ottimizzare gli acquisti, ciò che consiglio è di fare un rapido calcolo di quelli che sono i consumi personali di caffè per tre mesi, ovviamente considerando il nucleo famigliare se si è in più di uno, ed aggiungere un buon 30% in più. Perchè? Perchè si, non c’è cosa più odiosa del raschiare il fondo della scatola impanicati sperando che l’ultima sia rimasta in un angoletto…

Come avrete potuto constatare, il caffè in cialde e in capsule ha sempre scadenza molto lunga, almeno 18 mesi dal confezionamento. Per “scadenza” poi bisogna sempre considerare che è un “consumarsi preferibilmente”, non una scadenza ferrea…ricordo le polemiche di qualche anno fa sorte per la solita unione europea che voleva addirittura abolire la data di scadenza sul caffè..W la qualità, come al solito… Tornando ai 18 mesi, ovviamente valgono dalla data di confezionamento, non dalla data in cui il commerciante vi vende il prodotto, pertanto tenete sempre un occhio aperto sulla scatola perchè nonostante i vari confezionamenti con azoto, ecc…sicuramente più fresco è e meglio sarà.

Al prossimo caffè..

Lavazza cambia look anche alle sue linee in capsula A Modo Mio

13 Maggio 2015 5 commenti

Lavazza cambia i colori delle sue capsule per un look più giovanile ed una uniformità d’insieme gradevole tra Espresso Point, A Modo Mio e Blue.

Una botta di giovinezza, così la definirei la svolta cromatica di Lavazza, che da un pò di tempo a questa parte ha deciso di dare un paio di pennellate alle sue linee di capsule più diffuse: Espresso Point e A Modo Mio. Per le prime, dopo il cambio di nome e di involucro già anticipato al tempo in questo articolo, è stato tempo di passare anche al cambio di colore della capsula, ora di un nero meno sgargiante di quanto in realtà non appaia quando lessi la notizia. Si perchè nonostante ne abbia ancora una scorta decente, me le sono comprate assicurandomi che fossero quelle nuove nere..ero troppo curioso e nostalgico dei ricordi di un effetto cromatico che da bimbo mi impressionava continuamente e che con il tempo mi ha fatto diventare un feroce azzannatore di mozzarelle di qualsiasi portata sgocciolante: Zarina Francia, l’unica mozzarella con l’incarto nero…e la pubblicità recitava: “Zarina Francia, è Nera, è Bella.”…e io gà sbavavo.nuovo astuccio lavazza a modo miocapsula nera lavazza espresso point
Ora..in realtà in Lavazza Espresso Point l’incarto è bianco e la capsula è nera, ma poco importano le mie divagazioni, in sostanza credo che Lavazza comunque abbia fatto finalmente una gran mossa su Espresso Point per togliere un leggero velo di polvere da una linea di prodotti che negli ultimi anni aveva perso un po di smalto e che a livello di sistema di estrazione è il più simile all’espresso del bar, quello vero, italiano, non di un bar austriaco.
In una sorta di strategia volta alla distinzione dei propri prodotti e alla uniformità di colore degli stessi apprendo da poco che anche le capsule A Modo Mio, già nere di per sè, come anche le Lavazza Blue, hanno subito lo stesso positivo rinfresco tra nomi e colori. Per i nomi Lavazza ha dato un taglio di forbice trasformando avverbi in aggettivi, così Appassionatamente diventa Passionale, Intensamente diventa Intenso, Divinamente ora è Divino e via dicendo (qua trovate in anteprima tutti i nuovi prodotti) e sottolineo che come per Espresso Point non c’è alcuna modifica alle miscele che rimangono esattamente le stesse di prima. La grafica degli astucci per A Modo Mio è rivisitata in chiave più moderna, sicuramente più distintiva e congeniale per fronteggiare una concorrenza sempre più agguerrita..

Capsule compatibili Dolce Gusto in dirittura di arrivo.

20 dicembre 2014 Lascia un commento

Presto in commercio capsule compatibili Dolce Gusto, indiscrezioni confermate, già pronto chi sta per immetterle sul mercato.

Macchina NEscafè Dolce Gusto Circolo

La Macchina Circolo Dolce Gusto

Mi sono accorto che ultimamente dove compro normalmente le capsule online è comparsa una categoria per le capsule compatibili Dolce Gusto con tanto di prodotti già inseriti. Attenzione, per compatibili si intende sempre capsule non originali prodotte da Nescafè (marchio di proprietà della Nestlè, guarda tè, pensa tè, e vabbè… tanto per aggiungere un po’ di fantasia a ‘sti marchi…). Leggendo la descrizione la conferma viene da subito in quanto addirittura le danno in arrivo, ma è vedendo i prodotti già elencati che si capisce che la commercializzazione è imminente.
Il sistema Nescafè Dolce Gusto, dove le macchine sono piuttosto poche, è un sistema per i miei gusti che stimola la mia vena schizofrenica, ad esempio prendiamo le macchine: la “Circolo” che riporto nella foto, giuro che me la comprerei anche solo per arredare la cucina, mentre le altre più o meno, sembrano bozze incompiute di orripilante design.

Per quanto riguarda invece i prodotti ed il tipo di sistema, Dolce Gusto è molto declinato verso i cosiddetti “Lattes”, ovvero tutte quelle preparazioni di caffè a base lattosa (cappuccini, moccaccini, choccocini, frappuccini e menate varie combinate tra loro..) tant’è che riscuote grandissimo successo ed è molto diffuso nei paesi dove questo genere di bevande vanno alla grande come nelle americhe, nord e sud ad esempio.
Il sistema della capsula è piuttosto complicato e sicuramente è questo il motivo per cui i produttori hanno tardato così tanto ad immettere sul mercato capsule compatibili Dolce Gusto, ma a quanto sembra la svolta è arrivata anche qui. Perchè parlare di svolta? Semplicissimo, provate a chiedere ad uno che ha la macchinetta Nescafè quanto paga le capsule…Si oscilla su un prezzo medio di 35 centesimi ma il brutto è che molti prodotti sono combinati, ovvero necessitano di 2 capsule per la preparazione, quindi arriviamo ad un costo della bevanda a 70 cent, roba quasi da chiamare il garzone del bar con tanto di mancia..

Il perchè di questo costo elevato? Oltre alla quantità maggiore di prodotto all’interno per i solubili, a contribuire è anche la capsula piuttosto complicata. Il sistema adotta una sorta di preinfusione, per la quale è necessaria una capsula più grande, con un film accoppiato molto più spesso sul top.
Nel caso dell’erogazione del caffè, internamente è presente una doppia membrana accoppiata ad un fondello, nell’erogazione dei solubili invece solo il fondello e la membrana di alluminio. Sistema questo che fa lievitare sicuramente i costi del prodotto e anche la complicatezza progettuale di chi poi avrà fatto le capsule compatibili nell’intento non infrangere gli altri settordici trilioni di brevetti che la Nestlè ci avrà incollato sopra.

Ritornando al sistema e ai prodotti per cui è maggiormente indirizzato il sistema Dolce Gusto e le sue prossime capsule compatibili, direi che per il caffè ci sono altri sistemi se preferite il vero caffè espresso all’italiana. Se invece amate un caffè dalla preparazione più esotica, accomodatevi pure perchè a quel punto sarà la qualità del prodotto all’interno a fare la differenza, con indubbio vantaggio di chi produce le compatibili come già dimostrato per altri sistemi da caffè.
Per quanto riguarda invece le bevande lattose, quindi preparate partendo da un solubile nella capsula, il sistema rende molto molto bene con le originali, le bevande sono spumose, vaporose, lasciano sempre il baffo di babbo natale sopra la bocca per capirci…Quindi se uno più uno fa due, la riuscita della bevanda sarà uguale anche con un prodotto compatibile, anzi… Probabilmente come accade anche per il caffè per altri sistemi con le compatibili Dolce Gusto probabilmente qualcuno riuscirà a fare anche dei prodotti migliori. Credo ci voglia non molto ad alzare la qualità dei prodotti massiccio-industriali della Nescafè-Nestlè…o no?

Ciò che avrà un altro peso enorme nello spostare immediatamente l’attenzione dei consumatori verso le capsule compatibili sarà di sicuro il prezzo (su, non sono così perfido, ve lo dico dove sono: le trovate qui), ma che come credo che sia sarà inferiore rispetto al prezzo delle capsule originali, vediamo cosa succederà, magari nel frattempo un pensierino alla Circolo per Natale..quasi quasi..

Gli italiani amano sempre di più il caffè…ma solo in capsula.

2 dicembre 2014 Lascia un commento

Quanto siamo disposti a pagare per il caffè? Non poco sfogliando alcuni dati…ma non stiamo parlando di una tazzina di espresso in chissà quale luogo sperduto del mondo (che pagheremmo come oro), ma del caffè che beviamo tutti i giorni e in più occasioni.
Un po’ perché abbagliati dalla pubblicità e sedotti dagli slogan, un po’ perché il caffè rappresenta un momento di piacere (di vera goduria nel mio caso..) durante il quale la soddisfazione dei sensi palatali stupra senza vergogna le ultime difese del portafogli. Certo è che non si sta tanto attenti al centesimo quando scatta l’ora della pausa caffè.

E così, come già succede per l’Iphone da 700 euro o con le bustone di lattuga già tagliata e lavata, per pigrizia, praticità e stili di vita diversi, gli italiani appendono alla credenza la buona e vecchia moka per lasciar spazio alla tecnologica e ultra moderna macchinetta per il caffè in cialde. Risultato? Milioni di persone sono disposte a spendere fino a 48 euro al chilo per il caffè, 10 euro in più rispetto alla moka.

Da aggiungere che l’offerta è aumentata a dismisura come sono aumentati ugualmente i sistemi, le torrefazioni e le miscele in capsula di qualità a disposizione, e nel marasma di un mercato dove ormai si trova di tutto, generalmente è sempre un bene quando la scelta è varia e i gusti accontentabili ormai sono praticamente quasi tutti…
Le capsule e il caffè della moka, due bevande distanti come preparazione, sapore, metodo di estrazione, tradizione e cultura e non di meno nei costi che incidono sul prodotto finale, ma i dati sembrano confermare un’inversione di tendenza con un sorpasso del caffè in capsule rispetto agli altri. Non che i numeri siano particolarmente incoraggianti per il settore visto che a luglio 2014 si è registrato un calo del valore delle vendite del 2,2%. Ecco i numeri pubblicati dal giornale online Linkiesta:
– la moka registra un aumento nelle quantità (+2,3%), ma scende a valore (-3,7%).
– negativo l’espresso sia per volume che per ricavi (rispettivamente -5,5% e -8,3%),
– male anche i grani (-0,6% e -1,4%)
– le cialde, in carta, -2,4% e -5,9%.
– crollo del decaffeinato, sceso nella quantità di 6,8 punti percentuali e dell’8,9% a valore.
L’unico che si salva sono le capsule di caffè, con addirittura una crescita che è doppia nei numeri e nel fatturato (20,1% e +16,6%). Nel giro di 3 anni, secondo il mensile Distribuzione Moderna, le famiglie che usano questo prodotto sono raddoppiate, da 1,5 a 2,6 milioni, e rappresentano l’11% delle famiglie italiane. Dunque il caffè in capsula non è solo preferito negli uffici per la sua praticità ma anche dalla zia Adelina, ex mokista convinta, e soprattutto da quei nuclei di famiglie under 35, che possono permettersi una spesa più consistente privilegiando la comodità alle offerte. Come dargli torto? Ne ho fatto un hobby e una passione delle capsule..

Le nuove capsule Lavazza Espresso Point: 4 miscele per il Web

11 novembre 2014 3 commenti

In principio c’era il solo Crema Aroma a spadroneggiare, prezzo fisso, congruo ma conveniente rispetto al bar, e l’omino che ti portava in ufficio la scatoletta e ti lucidava la macchinetta ogni tanto…

Poi il web, o meglio ebbei, e il prezzo che subisce dei primi sgambetti con i gestori che cominciano a contare troppi scatti nelle macchine rispetto alle cialde che hanno venduto ai clienti e si chiedono cosa stia succedendo… Poi il web tutto oltre ebbei, si apre la voragine, arrivano in maniera massiccia i siti, i comparatori di prezzo, i banner, le tower, gli splash, la pubblicità, la moltiplicazione furiosa di offerte senza senso solo per magari fare dispetto a un concorrente e il prezzo crolla, la guerra va sui centesimi, i gestori furiosi e tutta l’intera gamma di capsule Lavazza Espresso Point completamente sputtanata online a prezzi di vendita che nemmeno un’azienda di cinesi che lavora in nero nei sotterranei di Shangai potrebbe sostenere..Le Nuove Capsule Lavazza Espresso Point

Poi arriva il tentativo di rettifica del produttore: Lavazza si organizza, mette su un sistema per capire da dove vengano tutte queste emorragie di centinaia di migliaia di capsule che senza controllo mettono in mutande tutti gli intermediari e le gestioni del settore che nel frattempo stanno boccheggiano. Tentativo approcciato a giugno e ora concretizzato in una diversa soluzione: via i prodotti classici Espresso Point che rimarranno dedicati ai soli gestori (quelli con le macchinette in comodato d’uso per intenderci) e al via una completa linea di prodotti sempre Espresso Point ma con un canale di vendita ben definito e controllabile per la casa madre, internet.

Capsule Lavazza Cremoso Espresso Point

Fonte: centocaffe.com

Da quanto si evince in anteprima su Centocaffè, che per quanto io abbia cercato, sembra essere l’unico ad avere immagini e prodotti finora, appaiono in anteprima 4 nuovi prodotti in capsula per sistema Espresso Point: Cremoso, Intenso, Aromatico e Decaffeinato, il confezionamento rimane la stessa bustina a due capsule. Le miscele, leggendo le descrizioni riportate, per alcuni prodotti sembrano talmente ma talmente simili per composizione a qualche tradizionale Espresso Point da sembrare semplicemente un cambio di abito in una veste più fresca visti i colori sgargiantissimi..Provate a leggere ad esempio la descrizione del Cremoso che trovate qui con il vecchio e caro Crema Aroma, oppure dell’Aromatico, raggiungibile da qui con l’intramontabile 100% Arabica dell’Aroma Club…

Inutile dire che sono curioso di assaggiare i nuovi prodotti per verificare se effettivamente sia così. In questo modo ovviamente per l’azienda Lavazza immagino sarà molto più facile identificare venditori non autorizzati sul web grazie proprio ad una linea appositamente dedicata.

E per noi consumatori il termometro dei prezzi che prevede? Tempesta probabilmente, non è un mistero che prima si gongolava su prezzi medi del Lavazza intorno a 20 centesimi, poi saliti a giugno a 24/25 ed ora inesorabilmente credo che questo nuovo Crema Aroma..ops…volevo dire Lavazza Cremoso dovremo pagarlo ancora qualcosa in più probabilmente…Staremo a vedere e nel frattempo magari, più di una persona visti i prezzi e i costi di manutenzione, potrebbe tornare ad accogliere con un sorriso il vecchio e caro omino con la scatoletta sotto braccio e la pezzetta pronta per una lucidatina.